Da dove partire? Come implementare il pensiero snello nella logistica?

Dovendo dire cosa è il “Lean Thinking” in poche parole, potremmo dire che si tratta essenzialmente di una “rimozione accurata degli sprechi”. Le pubblicazioni sul lean sono innumerevoli ed inenumerabili; vi si rappresenta il lean attraverso il kanban, i pokayoke etc.; in altri termini si può dire che siano gli strumenti lean ad essere divenuti famosi. Purtroppo però, non esistono testi che illustrino nel dettaglio quali tipi di spreco questi “strumenti lean” possano eliminare, o di quanto aiutino ad incrementare il risultato d’esercizio. In particolare, quando si applica il pensiero snello non in ambito produttivo, ma logistico, occorre anzitutto definire cosa si intenda per “spreco” in campo logistico. Sulla base di tale definizione si misurerà la dimensione dello spreco (quantificazione) e si valuteranno i principali elementi di miglioramento. L’ importante in tutto questo è partire non già dagli “strumenti lean”, quanto piuttosto dall’ “individuazione degli sprechi”. Ciò è fondamentale per ottenere risultati attendibili.

Gli sprechi (muda) in ambito logistico; perdite di costo e perdite di fatturato / profitto

In campo logistico gli sprechi (muda) sono di due tipi, il primo dei quali è dato dalle perdite di costo, che hanno per oggetto cinque principali elementi:

1) le spedizioni – siano esse su gomma, per trasporto aereo o via nave

2) le ore-uomo degli operatori diretti e indiretti, lavorate presso i centri logistici

3) lo spazio per immagazzinare le scorte di materia prima e semilavorati

4) dispositivi di carico e movimentazione

5) i sistemi informatici e infrastrutture IT.

Il secondo tipo di spreco va ricercato tra le perdite di fatturato / utile, che in concreto si traducono in:

1) perdita di opportunità di vendita dovute a materiali mancanti e

2) resi e sconti dovuti ad eccessi di scorta e simili.

Per la maggior parte delle imprese i valori riferiti ai costi di trasporto, ai costi di movimentazione dei materiali, stock-out ratio etc. Sono valori noti, ma non sono molte le aziende in grado di riconoscere in che misura si possa trattare di spreco valutandolo quantitativamente. Per misurare quantitativamente la dimensione degli sprechi (= margini di miglioramento) in ambito logistico, la Japan Management Association Consultants (JMAC) ha sviluppato circa 50 tipi di metodo, impiegati presso i clienti a seconda della situazione che la loro azienda vive.

 

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