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Milano,
25 Giugno 2017
Visual è sempre meglio: il Giappone continua a insegnare
L’uomo ha bisogno di vedere” per credere e agire
L’uomo ha bisogno di "vedere” per credere e per agire. Visualizzare il dato velocemente aiuta a decidere, ma la tecnologia non basta a realizzare collaborazione e sinergia. Per questo sono ancora preziosi i cari vecchi post-it.
Può apparire una contraddizione, ma di fatto la densità crescente di informazioni e di collegamenti di cui parliamo man mano che scopriamo le possibilità evolutive dell’ingegneria e della programmazione informatica non solo non nega la necessità di condivisione, ma non fa che aumentarla.
Visitando modernissime aziende e facendoci raccontare i perché di alcuni investimenti, abbiamo appreso ad esempio di Daikin Inc., che nel suo Technology & Innovation Center di Osaka ci ha mostrato recentemente i molti modi in cui ha concretamente reso possibile la collaborazione tra dipendenti, nonché con interlocutori esterni. In altre realtà giapponesi e non – la tecnologia consente di rilevare e riordinare grandi quantità di dati di dettaglio. Un’azienda leader mondiale come Hitachi ha sviluppato un’intera piattaforma su questo convincimento e non ha esitato a commercializzarla, mentre qualcuno si interroga a cosa mai serviranno tutti questi dati e se non si tratti di una necessità tutt’altro che reale, puramente pretestuosa.
Per capire, controllare e condurre attraverso il cambiamento a risultati di eccellenza, i dati sicuramente servono. Ciò che prima manualmente era impossibile cogliere con sufficiente dettaglio e continuità, oggi è tempestivamente rilevabile e conservabile. Aiutano a vedere e vedere in modo articolato, su più dimensioni e in tempi utili ad intervenire efficacemente. Tuttavia, ciò non basta a soddisfare la necessità di interconnessione tra le persone.

Se, come è vero, sosteniamo che le persone devono rimanere al centro del buon governo, presidiando la complessità di sistemi sofisticati e collegati tra loro, allora ci sentiamo di affermare anche che per scegliere quale uso fare dei dati, coordinarne le analisi e finalizzare sia il miglioramento che l’innovazione, non tramonta affatto la necessità di comunicare tra individui, fisicamente e direttamente, sia tra colleghi all’interno di una stessa organizzazione (es: project management), che con tutti i collaboratori esterni che condividono o influenzano quanto avviene nel genba.

Anzi, la presenza di condizioni di clima e cultura organizzativa che favoriscono collaborazione e visualizzazione, sono di solito premessa e persino condizione indispensabile alla scelta della tecnologia “corretta” e dell’“adeguata” digitalizzazione.
Non sorprende in quest’ottica che molte aziende note per l’efficacia della traduzione del loro management nel risultato operativo d’impresa – Toyota inclusa – continuino ad adottare approcci e strumenti tradizionali, che lavorano sulla visualizzazione e la interconnessione tra persona e persona.

L’uso di strumenti di ultima generazione, che velocizzano la sintesi numerica e per immagini favorendo la rapidità decisionale, ha evoluto e continuerà di fatto ad evolvere la relazione tra macchine, o tra uomo e macchina, mentre mezzi analogici come i la stesura di value stream e di tabelloni di controllo d’avanzamento su cartelloni, come pure l’impiego di post-it nella condivisione dei task e delle idee, risultano valevoli perché mirati al diverso scopo di non irrigidire le persone nel dato tecnico e nella dimensione del proprio schermo, ma di sviluppare consapevolezza e capacità di azione.

La visualizzazione – tecnologica per la misura e analogica per la presa di coscienza e la collaborazione necessari ad eliminare i muda e i muri come pure ad innovare è la chiave che rispetta e può garantire l’armonia del Lean Thinking .

La redazione di JMAC Europe
Visual è sempre meglio: il Giappone continua a insegnare

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